Secondo alcuni autori, l’agopuntura esplica i suoi effetti analgesici interagendo con l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e il sistema endogeno degli oppioidi, noti per essere importanti mediatori della risposta allo stress e al dolore (Li et al. 2013). Diversi studi hanno dimostrato che l’agopuntura attiva il rilascio di oppioidi nel sistema nervoso centrale (Gao et al. 2019, Zhao et al. 2008, Han et al. 2004, Huang et al. 2002, Goldman et al. 2010). Gao et al. (Gao et al. 2019) riportano che “Il rilascio di questi peptidi corrisponde all’attivazione di lunga durata delle vie sensoriali ascendenti, alleviando così una serie di condizioni di dolore”. Inoltre, utilizzando un modello di ratto emicranico, i ricercatori hanno osservato che l’espressione del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP) nel ganglio del trigemino, che è considerato un fattore scatenante dell’emicrania (Silberstein et al. 2000), potrebbe essere depressa dal trattamento di elettroagopuntura (Zhao et al. 2017). Inoltre, è stato dimostrato che l’agopuntura ripristina il sistema discendente di modulazione del dolore, disfunzionante nei pazienti affetti da emicrania, equilibrando la connettività funzionale tra la corteccia cingolata anteriore rostrale/corteccia prefrontale mediale e il grigio periacqueduttale, che è correlato con la componente affettiva, vegetativa e comportamentale legata al dolore durante gli attacchi (Li et al. 2016; Benarroch et al. 2012; Montagna et al., 2010).

Per comprendere i meccanismi d’azione dell’agopuntura, così come i suoi effetti locali, a distanza e a lungo termine, una chiave può essere la reazione all’inserimento degli aghi, chiamata “de qi” e ampiamente giudicata come un importante fattore che influenza l’effetto terapeutico dell’agopuntura. “De qi” include: -una tipica sensazione, sperimentata dal paziente all’infissione e alla stimolazione dell’ago, segnalata come intorpidimento (attivazione delle fibre A-beta) o come sensazione dolorosa, sorda, accompagnata da pesantezza e calore (attivazione fibra A-delta o C) (Naderinabi et al. 2017), -una sensazione di “presa dell’ago” percepita dal medico: l’agopuntore percepisce una transitoria resistenza all’estrazione dell’ago o alla sua successiva rotazione. Langevin ha ipotizzato che “la presa dell’ago” sia dovuta all’accoppiamento meccanico tra l’ago e il tessuto connettivo con l’avvolgimento del tessuto attorno all’ago durante la sua rotazione e la manipolazione dell’ago trasmette un segnale meccanico alle cellule del tessuto connettivo tramite meccano-trasduzione” (Langevin et al. 2001). Tratto da Istituto Superiore di Sanità: Linee Guida della Federazione Italiana delle Società d’Agopuntura.

prenota

IL NOSTRO PROFESSIONISTA

Dott. MATTIA MARTINELLI
Medico chirurgo e agopunture

conosci